Profumano di antichi saperi le opere di Andrea De Simeis, incisore e cartaio salentino: con pazienza e gesti arcaici prepara preziosi fogli di carta con fibre estratte da piante mediterranee, come il fico, il cotone, la canapa, la ginestra per poi colorarli come facevano i maestri tintori del passato.

Ne esce una carta preziosa che attinge alle sapienti tecniche orientali dell’VII secolo e ai primordi medioevali della fabbricazione della carta.

E su questi fogli De Simeis stampa le sue incisioni eseguite nelle diverse maniere calcografiche: acquaforte, acquatinta, puntasecca… Immagini affascinanti – come le opere per le monografie Qaru Hattin, Derentò e Torchine Bianche – esposte allo Spazio FoyEr di Trento.

Ma a sorprendere più di tutto è senza dubbio la “Totentanz”, un grande carillon di sua invenzione che campeggia nel mezzo della mostra.

Poggiante su quattro ruote, si compone di tre cilindri illustrati che, al giro di una manovella, iniziano a ruotare accompagnati da un suono melodico mostrando le creazioni di Andrea De Simeis, diciotto incisioni ispirate alle più celebri danze macabre europee: da quella realizzata per il Cimitero degli Innocenti di Parigi alle pieces di Guy Marchant, dalle xilografie di Hans Holbein alle silhouettes di Melchior Grossek fino agli irriverenti scheletri del messicano José Posada.

Al termine delle ultime note il carillon “sputa” una incisione dell’artista De Simeis – La castellana, L’imperatore, Il Papa, Il nonno Gino, Il contadino, L’infante… – figure ognuna affiancata dal proprio scheletro (La Morte) e corredate da un breve testo scritto appositamente da artisti, musicisti e attori quali Mario Perrotta, Pierpaolo Capovilla, Alberto Casiraghy, Mino De Santis e Andrea Biscaro.

La vendita di questi “libricini” servirà a sostenere la tournée internazionale della “Totentanz” che l’artista Andrea de Simeis ha progettato di fare non appena l’emergenza Covid-19 lo consentirà. Intanto, la scelta del Trentino tra le prime sue tappe si deve al richiamo delle due danze macabre affrescate dal pittore Simone Baschenis de Averaria, nel XVI secolo, a Carisolo e a Pinzolo in Val Rendena. Le opere di Andrea De Simeis sono presenti negli archivi di prestigiosi gabinetti museali nazionali e internazionali.

La realizzazione della macchina «Totentanz» è dell’architetto e artigiano Arturo Gaetani; l’arrangiamento musicale è del maestro Gilberto Scordari, l’accordatura del liutaio Matteo D’Amico.

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La mostra non è visitabile.
E’ visibile in streaming sulla pagina facebook di FoyEr e su Instagram.
E lo stesso sarà per gli eventi.
Eventi on line di cui sarà data informazione sui social:
Storia della carta lungo gli itinerari della Via della Seta relazione di Andrea De Simeis
I Gialli di Neri, letture di Mauro Neri sulla Trento del Settecento

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articolo tratto da Trentino Cultura